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Storia, Stemma in bianco e nero, Titolo nobiliare ed origine storica del cognome Borromeo

 

Vitalino de' Vitalini di Padova e di Margherita, nel 1346 si portò a Milano con la madre dietro invito dello zio Giovanni, dal quale fu adottato, così che dimise il proprio ed assunse il cognome materno. Nel 1418 fu creato cameriere ducale e nel 1441 consigliere ducale: con diploma 14 novembre 1439 ottenne il feudo di Arona, nel 1440 quello di Camairago, indi quello di Lesa con tutta la giurisdizione del Vergante: nel 1445 fu nominato Conte d'Arona. Aveva banco a Londra ed a Barcellona ed accrebbe di molto il già vistoso suo patrimonio così che poté regalmente ospitare Alfonso d'Aragona. Da Vitaliano discende Giovanni, consigliere e senatore ducale, nel 1487 batté gli svizzeri che invadevano il Ducato. Il fratello di lui, Vitaliano, pure consigliere ducale, istituì erede, non avendo prole dalla moglie Bianca figlia di Ludovico I, Marchese di Saluzzo, il nipote Ludovico Visconti, figlio di sua sorella Giustina: quest'ultima fu il fondatore della linea dei Visconti Borromeo con un parentado così cospicuo Vitaliano si imparentava con le case sovrane di Savoia, di Saluzzo e di Monferrato. Gilberto, primogenito del predetto Giovanni, consigliere ducale, senatore, per importanza d'uffici sostenuti, per splendore di tradizioni e di vita occupava in Milano uno dei posti più cospicui.

Arma: Inquartato: 1. rosso alla corona d'oro; 2. di argento a due trecce; 3. azzurro a tre anelli; 4. rosso al morso di cavallo; al fianco rosso al liocorno d'argento e biscione, altrofianco rosso al cammello, sulla gobba una corona con un pennacchio a cinque penne; al capo d'argento carico della parola "fiumilitas" sormontata da una corona; punta d'argento carica di un frutto di cedro.